MANIFESTO

Nell’epoca della società massmediatica, caratterizzata da un abissale divario tra percezione della realtà e realtà stessa, la strumentalizzazione del diritto penale in chiave propagandisticoelettorale, ci ha portati ad un sistema penale ipertrofico e malato, in cui il carcere sembra essere l’unica possibile soluzione e in cui gli imputati sono considerati colpevoli fin dall’avviso di garanzia invece che innocenti fino a prova contraria.

Il processo, totalmente “desacralizzato” e delocalizzato, è diventato uno spettacolo da celebrare nei talk show, in quell’inquietante e macabro fenomeno chiamato “circo mediatico-giudiziario”.

A prevalere e spadroneggiare nell’informazione sono le sole tesi dell’accusa, all’interno di uno spazio di vera e propria giustizia parallela che, agli occhi di una società disgregata e antiistituzionale, appare “più vera” e “più giusta” di quella stabilita della giurisdizione che oggi, come non mai, rischia di perdere il suo senso e il suo ruolo.

Il concetto di giustizia pare coincidere con quello di vendetta, e la sacra e necessaria distanza tra diritto penale e morale pare sempre più sottile e impercettibile tra le mani del tribunale del popolo. I rischi non sono pochi, e, primo tra tutti, vi è quello di dimenticarsi il ruolo di extrema ratio del diritto penale, che dovrebbe essere, come da significato letterale, l’ultima possibile soluzione, la “maniera ultima” dello Stato per risolvere i problemi di giustizia, in linea con quell’ideale di diritto penale minimo ormai smarrito da tempo.

L’associazione “Extrema Ratio” nasce in questo contesto così complesso e si pone l’obiettivo, forse utopico, di poter ricominciare a parlare di giustizia e di diritto con coraggio, senza temere l’impopolarità, ma cercando piuttosto di tenere in vita quel concetto di “giustizia giusta” nel quale fermamente crediamo e che cercheremo di diffondere, difendendo e promuovendo le garanzie e i principi fondamentali che dovrebbero ispirare ogni intervento di giustizia e che sono stati posti a tutela di tutti, nessuno escluso.

Per questo, cercheremo col nostro lavoro, di ricordare che queste garanzie, questi limiti invalicabili all’intervento arbitrario dello Stato, altro non sono che il nucleo fondamentale di una democrazia liberale e che non possono essere calpestati per vincere una campagna elettorale, vendere più copie o apparire con la toga in televisione.

PERCHÈ EXTREMA RATIO?

Oggi si è smarrito il ruolo di extrema ratio che il diritto penale dovrebbe svolgere, la sua funzione di “ultima possibile soluzione”, di la “maniera ultima” dello Stato per risolvere i problemi di giustizia, in linea con quell’ideale di diritto penale minimo ormai smarrito. Il contesto odierno, infatti, è un contesto nel quale il diritto penale invade e domina il dibattito pubblico, apparendo come possibile soluzione a tutti i mali della società e, quel che è peggio, troppo spesso sostituendosi alla politica che, sempre più debole, si affida al sistema penale per dare risposte e trovare soluzioni che altrimenti non riuscirebbe a fornire. Allo stesso modo, di fronte ad un uso sempre più sconsiderato del carcere e alla sua gestione tutt’altro che rieducativa e risocializzante, con il nome “Extrema Ratio” vogliamo sottolineare la necessità di riportare il carcere ad essere per davvero l’ultimo strumento della potestà punitiva, evitandone l’uso simbolico e riducendo l’utilizzo eccessivo della detenzione cautelare. Per questo e per i motivi sopraindicati nel manifesto, riteniamo di fondamentale importanza sensibilizzare l’opinione pubblica e i cittadini sull’argomento, provare ad essere, pur consapevoli delle difficoltà che incontreremo, un faro, un punto di riferimento per tutti coloro che credono ancora in una giustizia giusta e in un diritto penale minimo. 

ORIZZONTE IDEOLOGICO:

Seppure all’interno di una chiara e netta scelta di campo garantista, la nostra visione comunque è aperta e pluralista. Non vogliamo che i componenti dell’associazione siano necessariamente concordi su tutto. Puntiamo, piuttosto, a riunire diverse sensibilità e culture politiche, purchè caratterizzate da un minimo comune denominatore democratico-liberale. Risulta da ciò evidente che, tutti coloro che siano militanti o si professino vicini a forze politiche illiberali e antidemocratiche, non potranno avere spazio dentro extrema ratio. Non è quindi un problema di destra o sinistra, bensì un problema di concezione della libertà e dello stato di diritto.

ATTIVITÀ

Eventi e cultura: Organizziamo incontri, convegni ed eventi in cui invitiamo intellettuali, avvocati, magistrati, giornalisti, esponenti di altre associazioni e del mondo della politica per discutere, ragionare e dibattere sulla Giustizia in Italia e non.

Rivista online: Abbiamo un sito web sul quale pubblichiamo articoli, interviste e saggi. Sarà strumento per riflessioni ad ampio raggio e si svilupperà con un approccio più divulgati- vo che tecnico, che renderà accessibile a tutti le tematiche affrontate, senza però per questo svilirne contenuti e im- portanza. Parleremo di Giustizia da tanti punti di vista, anche attraverso il cinema e la letteratura.

Informazione quotidiana: Siamo presenti, ovviamente, anche sui canali social per informarvi quotidianamente sullo status della giustizia in Italia e sulle più importanti novità in tema di diritto tramite post, aggiornamenti costanti, anche tramite rassegne stampa e newsletter.