Associazione 

Siamo un’associazione culturale no-profit. Siamo apartitici e, seppur all’interno di una netta scelta di campo garantista, coesistono all’interno della nostra realtà diverse sensibilità politiche e culturali. Questo grazie ad un imprescindibile minimo comune denominatore liberal-democratico.

Manifesto

Nell’epoca della società massmediatica, nella quale è sempre più complesso distinguere il vero e dal falso e in cui si misura un abissale divario tra percezione e realtà, gli indagati sono considerati colpevoli fino a prova contraria e il carcere sembra rappresentare l’unico possibile esito del processo, come se fosse nato per produrre esclusivamente sentenze di condanna e non come luogo neutro di accertamento, strumento razionale di cognizione e di individuazione di eventuali responsabilità individuali. Il processo, totalmente “desacralizzato” e delocalizzato, è diventato uno spettacolo da celebrare nei talk show, in quell’inquietante e macabro fenomeno chiamato “circo mediatico-giudiziario”. A prevalere e spadroneggiare nell’informazione sono le sole tesi accusatorie, all’interno di uno spazio di vera e propria giustizia parallela che, agli occhi di una società disgregata e dominata dall’antipolitica, appare “più vera” e “più giusta” di quella stabilita della giurisdizione che oggi, come non mai, rischia di perdere il suo senso e il suo ruolo. Il concetto di giustizia pare coincidere con quello di vendetta, e la sacra e necessaria distanza tra diritto penale e morale pare sempre più sottile ed impercettibile tra le mani del “tribunale del popolo”. L’associazione Extrema Ratio nasce in questo contesto così complesso e si pone l’obiettivo, forse utopico, di poter ricominciare a parlare di Giustizia e di Diritto penale con coraggio, senza temere l’impopolarità, ma cercando piuttosto di tenere in vita quel concetto di “giustizia giusta” nel quale fermamente crede e che cercherà di diffondere, difendendo e promuovendo le garanzie individuali e i principi fondamentali che dovrebbero ispirare ogni intervento legislativo in materia e che sono stati posti a tutela di tutti, nessuno escluso. Cercheremo di ricordare, attraverso le nostre attività, che queste garanzie, questi limiti invalicabili all’intervento arbitrario dello Stato, altro non sono che il nucleo fondamentale di una democrazia liberale e che non possono essere calpestati per vincere una campagna elettorale, vendere più copie di un giornale o apparire con la toga in televisione.

Perché Extrema Ratio?

In Italia si è diffusa ormai la convinzione che tramite il diritto penale “si possa trovare il rimedio a ogni ingiustizia e a ogni male sociale”. Questa concezione di un diritto penale palingenetico, insieme ad altre, ha prodotto un diritto penale che la maggioranza degli studiosi definisce ipertrofico, oltre ogni limite – “no-borders” e ed “off-limits”, se non addirittura come un “diritto penale totale”. Si tratta tanto di un problema quantitativo, cioè di un numero indefinibile di leggi di natura penale in vigore (neppure gli esperti riescono a identificare il numero esatto di reati previsti della nostra legislazione), quanto di un problema qualitativo, e cioè di un utilizzo improprio della scure penale anche per tutelare beni giuridici che non meriterebbero la sua protezione. Il diritto penale, al contrario, dovrebbe essere utilizzato come “extrema ratio”; lo Stato dovrebbe farne un utilizzo residuale, servirsene esclusivamente quando è necessario. In tal senso, ecco il nostro motto: “per un diritto penale liberale, costituzionale e quindi minimo”. Liberale perché la libertà personale e le garanzie individuali devono essere al centro della legislazione penale, intesa come Magna Charta del reo, unico modello compatibile con un sistema democratico, e non come un “diritto penale totalitario per uno Stato totalitario” ad uso e consumo del Sovrano. Costituzionale perché gli unici diritti meritevoli di una protezione del diritto penale sono quelli compresi, esplicitamente o implicitamente, nella nostra Costituzione, così come sostenne Franco Bricola nella sua nota “teoria generale del reato”. “Quindi minimo” perché, partendo dalle due premesse precedenti, non si può che giungere ad una conclusione: la legislazione penale dovrebbe essere composta da un numero ragionevole di norme, da “poche” norme, possibilmente chiare e precise, connotate da tassatività e determinatezza – anche per scongiurare l’impropria interpretazione creativa della Giurisprudenza-, rispettose del principio di offensività e di proporzionalità ed infine raggruppate in unico contenitore, secondo l’idea illuministica della riserva di codice, per mettere l’individuo in grado di distinguere agilmente quali condotte siano lecite e quali invece non lo siano. Allo stesso modo, dopo decenni di politiche carcero-centriche, che non hanno portato né una diminuzione della recidiva né hanno prodotto una efficace funzione risocializzante dei condannati, siamo convinti della necessità di utilizzare il carcere come extrema ratio. L’Italia vive da decenni un sovraffollamento penitenziario incompatibile con i diritti fondamentali e con una democrazia degna di questo nome e nonostante questo continua a concepire come prima scelta quella dell’opzione della detenzione inframuraria, non stimolando a sufficienza percorsi alternativi. L’art.27.3 parla chiaro, eppure è uno dei più calpestati della nostra Costituzione, venendo erosa quotidianamente dalle più diffuse concezioni di prevenzione generale e special-preventiva, in un contesto nel quale il concetto di retribuzione è divenuto sinonimo di vendetta, perdendo ogni legame con il principio di proporzionalità. In conclusione, per tutti questi motivi, siamo profondamente convinti della necessità di rilanciare un utilizzo residuale del Diritto penale e del carcere.

Attività

Eventiorganizziamo incontri, convegni e dibattiti in cui invitiamo intellettuali, avvocati, magistrati, giornalisti, esponenti di altre associazioni e del mondo della politica per discutere, ragionare e dibattere sulla Giustizia penale in Italia e non solo.

Pubblicazioni sito web: abbiamo un sito web sul quale pubblichiamo articoli, interviste e saggi. Sarà strumento per riflessioni ad ampio raggio e si svilupperà con un approccio divulgativo, senza essere per questo superficiale. 

Informazione quotidianaSiamo presenti, ovviamente, anche sui canali social per informarvi quotidianamente sullo status della Giustizia in Italia e sulle più importanti novità in tema di Diritto penale tramite post, aggiornamenti costanti.