Eventi

Presentazione de “La despazializzazione della giustizia” di Antoine Garapon, Mimesis Edizioni, Collana Contesti, 2021.

Evento Online – 12/04/2021

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Presentazione de “La despazializzazione della giustizia” di Antoine Garapon, Mimesis Edizioni, Collana Contesti, 2021.
“La despazializzazione della giustizia” è un’acuta analisi del nostro tempo sulla separazione tra spazio geometrico e spazialità vissuta che oramai trapela con una certa iridescenza in ogni forma di vita organizzata. Garapon ci fotografa la despazializzazione, con la sua impeccabile maestria intellettuale che deriva dai tanti anni spesi nello studio di questa tematica, osservando i più rilevanti ambiti del discorso giuridico nei quali si è manifestata, vale a dire: lo spazio normativo, lo spazio civico, lo spazio processuale e infine lo spazio della decisione. Ne emerge un’opera avvincente che consegna al lettore una nuova semiotica concettuale, utile per la comprensione dei futuri assetti normativi e della giustizia a venire.
Interverranno:
Antoine Garapon
Magistrato, dottore di ricerca in diritto e già segretario generale dell’IHEJ di Parigi. È Autore di numerose opere di successo in ambito giuridico filosofico, dirige la collana Le Bien commun delle Editions Michalon e anima la nota trasmissione «Esprit de Justice» con France-Culture. È membro del comitato di redazione della rivista “Esprit”.
Prof. Avv. Gaetano Insolera
Ordinario di Diritto penale presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e direttore della Scuola di specializzazione per le professioni legali “E. Redenti”. È autore di varie monografie penalistiche e di numerosi articoli e contributi.
Prof.ssa Emanuela Fronza
Associata di Diritto penale presso Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, insegna International and European Criminal Law e Diritto penale comparato; è titolare inoltre dell’insegnamento di International and Comparative Criminal Law nel Corso di laurea magistrale in Scienze giuridiche in lingua inglese. Insegna, infine, International Criminal Justice nella Laurea Magistrale in International relations.
Prof. Carlo Guarnieri
Ha insegnato a lungo Sistema politico italiano e Sistemi giudiziari comparati presso l’Università di Bologna, dove attualmente è professore Alma Mater. Autore di numerosissime pubblicazioni tra cui si ricordano “Il sistema politico italiano” (Il Mulino), «La giustizia in Italia”, “Giustizia e politica in Italia”

Affettività e carcere. La sessualità negata: privilegio o diritto?

Evento Online – 12/04/2021

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Affettività e carcere. La sessualità negata: privilegio o diritto?
Incontro organizzato da Extrema Ratio e Antigone Emilia-Romagna
Interverranno:
Dott. Mauro Palma
Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà
Dott.ssa Lucia Castellano
Direttore Generale per l’esecuzione esterna e di messa alla prova del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
Avv. Veronica Manca
Avvocato penalista, membro Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane, nonché coordinatrice sezione penitenziaria della rivista dell’Unione, Diritto di Difesa; Dottore di ricerca e docente a contratto presso Università degli Studi di Trento; autrice di numerose pubblicazioni in tema di diritto penitenziario, tra cui si segnala “Regime ostativo ai benefici penitenziari. Evoluzione del «doppio binario» e prassi applicative”, edito di recente da Giuffrè, 2020.

Tradimenti di un codice. La procedura penale a trent'anni dalla grande riforma

Evento Online – 18/12/2020

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Con: Prof. Avv. Oliviero Mazza(Ordinario Diritto Processuale Penale presso dip. Giurisprudenza Università degli Studi di Milano – Bicocca), Dott.ssa Margherita Cassano (presidente aggiunto corte di cassazione)
Dott. Luigi Ferrarella (Giornalista, Corriere della Sera), Prof. avv. Luca Marafioti (ordinario diritto processuale penale presso. dip. giurisprudenza università degli studi – roma tre), Avv. Lorenzo Zilletti (Responsabile Centro Studi Giuridici e Sociali “Aldo Marongiu” – Unione Camere Penali Italiane).

Il nuovo codice di procedura penale è nato morto? Questo interrogativo, lungi dal rappresentare una mera provocazione intellettuale, dopo aver letto “Tradimenti di un codice. La Procedura penale a trent’anni dalla grande riforma” di Oliviero Mazza, edito da Giappichelli, si rivelerà serio e fondato agli occhi del lettore. Dall’ 89 ad oggi, infatti, si è verificato un vero e proprio smantellamento del cosiddetto “Codice Vassalli”.
In tal senso, i numeri parlano chiaro: dalla sua entrata in vigore, ha subìto più di 1350 interventi di modifica -circa uno alla settimana- che hanno eroso profondamente il suo impianto originario. Si tratta, in effetti, di una cifra incredibile, che fotografa la realtà di una riforma mai pienamente compiuta, condannata allo stato di “working progress” permanente perché divenuta oggetto di un costante rimaneggiamento in senso peggiorativo. Tale flusso di interventi, da un lato, si spiega anche alla luce della strumentalizzazione mediatica del processo, il quale patisce da anni il riflesso di ogni pulsione dell’opinione pubblica. Dall’altro, si spiega anche a causa dell’avversione della magistratura nei confronti del nuovo modello. Una larga parte dei magistrati non ha mai digerito il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio: “l’accusatorio sulle labbra, l’inquisitorio nel cuore”, sintetizzò efficacemente Massimo Nobili.
Partendo da queste premesse, racchiuse nel saggio “Tradimenti di un codice. La Procedura penale a trent’anni dalla grande riforma” di Oliviero Mazza – la cui recente pubblicazione ha fornito l’impulso per l’incontro – sarà occasione per riflettere sullo stato dell’arte della Procedura e del processo penale in Italia, con particolare riguardo alla ormai trentennale esperienza del cd. nuovo codice

 

Carcere: Riforma o Abolizione?

Evento Online – 30/11/2020

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Con:   Prof. Marco Ruotolo (Ordinario Diritto costituzionale presso Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi Roma Tre), Dott. Marcello Bortolato (Presidente Tribunale di Sorveglianza di Firenze),  Prof. Francesca Vianello (Associato confermato Sociologia Giuridica della devianza e mutamento sociale presso Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova), Livio Ferrari (portavoce movimento No Prison, già Garante dei detenuti di Rovigo).

Carcere e afflittività sono legati indissolubilmente. L’afflittività costituisce un elemento storicamente e concretamente coessenziale all’istituzione carceraria, ne rappresenta una parte imprescindibile, ineliminabile. La privazione della libertà personale, infatti, comporta di per sé stessa una sofferenza sufficiente a rendere centrale l’elemento afflittivo. Considerato che, di fatto, tale privazione comporta una serie consequenziale di ulteriori privazioni, ancor di più si rende evidente e si comprende questo dato.

 

U.S. Criminal Justice: una chiacchierata sulla giustizia americana post elezioni

Evento Online – 12/11/2020

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Con:  Avv. Pietro Insolera (Avvocato penalista nel foro di Bologna), Dott. Giuseppe Portonera (Fellow dell’Istituto Bruno Leoni ) 

Quali sono le caratteristiche principali della Giustizia penale americana? Quali le differenze rispetto al nostro sistema? Quanto ha inciso il tema della sicurezza sulle ultime elezioni presidenziali? Quello della police brutality è un fenomeno storicamente radicato in USA o è frutto di sviluppi recenti? Le carceri statunitensi versano in uno stato d’emergenza? Quali sono i risultati prodotti dalla “war on drugs” dopo decenni dalla sua introduzione? Dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg e l’ingresso di Amy Coney Barrett quali sono le prospettive alla Corte Suprema? Questi sono solo alcuni dei quesiti a cui, grazie ai nostri due ospiti, proveremo a rispondere durante questa diretta, trasformando le recenti ed incandescenti elezioni del Presidente degli Stati Uniti d’America in un’occasione per fare una panoramica sulla US Criminal Justice.

 

Presentazione di "Il potere dei più buoni e altre sconvenienze". Riflessioni su crisi del principio di legalità e garanzie indivuduali.

Evento Online – 23/10/2020

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Con: Avv. Lorenzo Zilletti (responsabile Centro studi “Aldo Marongiu”), Prof. Avv. Gaetano Insolera
(Ordinario Diritto penale Università di Bologna), Avv. Francesco Petrelli (Direttore “Diritto di Difesa”)
Prof. Daniela Cavallini, Dott. Ermes Antonucci (Il Foglio).

“Il potere dei più buoni ed altre sconvienze” dell’avvocato Lorenzo Zilletti, edito da Mimesis, è un libro che riesce a unire la serietà delle questioni trattate con la leggerezza della critica caustica e disillusa. Una scrittura in cui si innestano un’allergia endemica al potere, il coraggio dell’imprudenza e una sottile ironia. Il volume si compone di tre parti. Nella prima si raccontano due incontri fatali, di quelli capaci di cambiare una vita: Italo Mereu e Massimo Nobili, fondamenta di un allenamento al dissenso e al dubbio. La seconda si affida a un pungente divertimento per smascherare le ipocrisie e gli inganni con cui, oramai senza più pudore, si celebra il sacrificio della libertà: una parodia precisa e feroce abbozza quindi un nuovo dizionario di termini giuridici; sfida l’idiozia della casa di vetro a ogni costo; emula argomentazioni farisaiche, da zelo forcaiolo. Nella terza parte, infine, il punto di vista dell’autore corre come un dardo verso il bersaglio: gli Imperia dei legibus soluti, così cari ai fautori della nuova legalità e del diritto inventato con le sentenze.

Diritto penale e sostanze stupefacenti: tra paternalismo e nuove prospettive

Evento Online – 20/10/2020

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Con: Dott. Carlo Bray (teaching assistant presso l’università Bocconi di Milano, magistrato ordinario in tirocinio), Dott.ssa Chiara Valori (giudice presso la Sezione Decima Penale Tribunale di Milano), Avv. Edoardo Franzini (avvocato penalista presso Foro di Milano), Barbara Bonvicini, (componente di Meglio Legale).

Il rapporto tra sostanze stupefacenti e diritto penale è sempre stato oggetto di dibattito e di forti scontri ideologici. Oltre ad una preliminare riflessione di ampio respiro sull’opportunità dell’intervento di tipo paternalistico dello Stato in materia di stupefacenti, è necessario affrontare le ricadute pratiche, soprattutto a livello penitenziario, dell’opzione proibizionista.

L'ergastolo ostativo e il diritto alla speranza

in collaborazione con Antigone Emilia-Romagna 3/12/19 – Sala Marco Biagi, Bologna

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Un incontro nel quale analizzare lo strumento dell’ergastolo ostativo, i suoi eventuali profili di incostituzionalità, le recenti pronunce delle Corti a riguardo e molto altro.

Con: Prof. Stefano Anastasìa (Garante persone private della libertà personale Regione Lazio), Prof. Davide Galliani (Associato di Istituzioni di diritto pubblico Università degli Studi di Milano), Prof. Andrea Morrone (Ordinario Diritto costituzionale Alma Mater Studiorum Unibo) , Prof. Davide Bertaccini (Diritto penitenziario Alma Mater Studiorum Unibo).

 

Mattia Feltri: "Novantatré. L'anno del terrore di Mani Pulite"

17/11/19 – CostArena-Via Azzo Gardino 48, Bologna

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Un monologo di e con Mattia Feltri tratto dal suo libro “Novantatré. L’anno del terrore di Mani Pulite”, edito da  Marsilio. 

Extrema Ratio, in questa occasione, si pone l’obiettivo di demistificare, di de-beatificare e di analizzare in dettaglio quegli anni così complessi e travagliati in cui il potere giudiziario, come mai prima, si è scontrato con quello politico. Per farlo abbiamo deciso di invitare uno dei pochi giornalisti e intellettuali che ha deciso di realizzare una controinchiesta su Mani Pulite, che ha deciso di ritornare sul tema a distanza di anni per far rivivere “tutte le contraddizioni di una fase cruciale della nostra storia, con un vantaggio sulla contemporaneità: evidenziare ipocrisie e meschinità”.

Intercettazioni: quali i limiti e i rischi?

23/10/19 CostArena-Via Azzo Gardino 48, Bologna

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Con: Avvocato Eriberto Rosso (Segretario Unione Camere Penali Italiane), Prof. Daniele Negri (Professore ordinario Procedura Penale UniFe), Dott. Giovanni Maria Jacobazzi (Giornalista de Il Dubbio). 

Le intercettazioni sono il mezzo di ricerca della prova più invasivo di cui lo Stato dispone.
Oggi si presentano sotto nuove forme ancora più incisive rispetto alle classiche forme di intercettazioni telefoniche e ambientali, con strumenti come il trojan, e sono, dunque, sempre più difficilmente limitabili, controllabili e circoscrivibili. Pur riconoscendone l’oggettiva importanza investigativa, infatti, in uno Stato di diritto, quale il nostro dovrebbe essere, è fondamentale che questo potentissimo strumento sia gestito e utilizzato entro limiti chiari, certi e che garantiscano i diritti dell’individuo e della sua privacy.

La difesa è sempre legittima?

In collaborazione con UniLab – Svoltastudenti 23/10/19 

Con: Prof. Gianluigi Gatta (Professore Ordinario di diritto penale), Dott.ssa Lucrezia Rossi (Dottoranda di ricerca in diritto penale), Prof. Roberto Cornelli (Professore Associato dell’Università Bicocca).

La legge n. 36/2019 ha introdotto importanti novità in tema di difesa “domestica” ed eccesso colposo.
In particolare, in caso di violazione di domicilio ( e anche in ogni luogo ove si esercita attività commerciale, professionale o imprenditoriale) la difesa si considera “sempre” legittima tramite una presunzione di proporzionalità rispetto all’offesa. L’idea che ha ispirato il legislatore è stata quella di sottrarre al giudizio la valutazione della proporzionalità, proponendo una legge a forte rischio di incostituzionalità in quanto non ammette una prova contraria (praesumptio iuris et de iure) e svuotando di fatto il significato della legittima difesa per come la si è sempre intesa. Una norma che è stata varata anche sull’onda emotiva di una lotta senza quartiere ai furti e alle rapine: non a caso nella stessa legge, oltre alla modifica dell’art.52 del codice penale (legittima difesa) sono state aumentate con la stessa legge le pene per furto, rapina e violazione di domicilio.

Hate speech e diritto penale tra limiti e libertà d'espressione

26/06/19 – Casa delle Associazioni – Baraccano

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Con: Prof. Avv. Gaetano Insolera (Professore ordinario Diritto Penale Alma Mater Studiorum Bologna), Prof. Emanuela Fronza (Ricercatrice confermata Diritto Penale Alma Mater Studiorum Bologna) e Guido Vitiello (Ricercatore all’Università Sapienza di Roma, studioso di cinema, media e letteratura. Scrive per Il Foglio e per l’Internazionale.) 

Hate speech, fake news, negazionismo, intolleranza sono diventati temi centrali del dibattito pubblico odierno. La nascita dei social network ha spianato la strada ad una veloce, facile e incontrollata diffusione di contenuti d’odio nella rete. Diversi stati, compreso il nostro, hanno in programma, o hanno già realizzato, delle leggi ad hoc realizzate con l’obiettivo di contrastare la divulgazione di opinioni discriminatorie, infondate e/o non rispettose della dignità umana. Pur prendendo atto della pericolosità e dei seri rischi che tale situazione comporta per lo stato di salute del sistema democratico, quando si intraprende la strada della limitazione e del controllo della libera manifestazione del pensiero il terreno è sempre molto scivoloso e i rischi di limitarlo in maniera eccessiva ed arbitraria, anche se si orientati dalle migliori intenzioni, sono sempre molto alti. In particolare, appare necessario domandarsi se il ricorso alla sanzione, in maniera particolare a quella di tipo penale, sia lo strumento idoneo a combattere questo fenomeno, vista la sua forte incidenza e forza repressiva.

Separazione dei poteri: il rapporto tra politica e giustizia

15/04/2019  – Abc.BO – Bologna

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con Avv. Giandomenico Caiazza (Presidente Unione Camere Penali Italiane), Dott. Alessandro Barbano (Già direttore del quotidiano “Il Mattino”, editorialista de “Il Foglio”, autore per Mondadori di “Le dieci bugie-buone ragioni per combattere il populismo”), On. Enrico Costa (Già vice-ministro della Giustizia dal 28 febbraio 2014 al 29 gennaio 2016, ora membro della II Commissione Giustizia alla Camera), Sen. Valeria Valente (Partito Democratico-Senato; Vicepresidente del gruppo PD dal 2 maggio 2018, Segretario della 2ª Commissione permanente Giustizia al Senato), Dott. Giuseppe Amato (Procuratore Capo della Procura delle Repubblica presso Tribunale di Bologna).

La separazione dei poteri è una delle prerogative fondamentali di ogni democrazia liberale.
Grazie ad essa si sostanziano tanto la necessità dell’indipendenza e dell’imparzialità del sistema giudiziario, quanto l’autonomia e la libertà d’azione della sfera politica, dal poter legislativo a quello esecutivo. In Italia, almeno dalla stagione di Mani Pulite in poi, si è venuta a creare una evidente frizione, un chiaro contrasto, tra il potere giudiziario e la politica. Al di là dei singoli casi che hanno caratterizzato la storia degli ultimi anni, l’obiettivo dell’incontro sarà quello di analizzare il rapporto tra giustizia e politica, di discutere dei perimetri e dei limiti entro i quali la giustizia penale può intervenire senza ledere l’autonomia della politica, di quei confini che la politica, pur facendosi forte del proprio mandato elettorale, non può mai e poi mai varcare.

Emergenza carcere: sovraffollamento e suicidi, quali soluzioni?

18/03/2019  – Abc.BO – Bologna

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con Rita Bernardini (Già deputata radicale e membro della commissione giustizia camera XVI legislatura, ora membro coordinatore della Presidenza del Partito Radicale), Prof. Vittorio Manes (Professore Ordinario Diritto Penale Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Prof. Andrea Morrone (Professore Ordinario Diritto Costituzionale
Alma Mater Studiorum Università Bologna).

Il 2018 è stato per le carceri italiane un vero e prorprio annus horribilis. I suicidi tra i detenuti sono stati ben 67, il numero più alto dal 2001 a oggi e 15 in più rispetto all’anno precedente. Un numero che deve far riflettere e che apre anche a diversi temi relativi alla vita quotidiana dei detenuti, dal numero di telefonate disponibili, al tema della sanità, fisica e mentale, a quello dell’affettività. La situazione sovraffollamento è una patologia cronica che affligge il nostro sistema penitenziario, e a nulla sono serviti gli interventi della Corte Europea dei Diritti dell’uomo negli anni, tra cui la ormai nota sentenza Torreggiani. All’interno delle strutture penitenziarie vi è oggi una popolazione di più di 60.000 persone, circa 10.000 in più rispetto ai 50.000 posti regolamentari, dei quali non si sa quanti siano realmente agibili, con un sovraffollamento che si attesta al 120%. Questo nonostante la commissione dei reati sia calati dell’8,3% nello scorso anno e in cui anche i più recenti dati sulla recidiva ci ricordano quanto lo strumento carcere sia attualmente più criminogeno che rieducativo. Si è dunque davanti a una vera e propria situazione di emergenza e di violazione permanente dei diritti dei detenuti e della nostra Costituzione, siamo all’interno di un regime penitenziario evidentemente illegale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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